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    Con l’arte si mangia -a cena con Mahmoud Saleh Mohammadi

    Con l’arte si mangia -a cena con Mahmoud Saleh Mohammadi al Workness Club di Milano

    Il Natale si avvicina e regalare un’esperienza è sempre una delle cose che inserisco nella lista dei regali da fare. Un viaggio, una cena o un’attività è sempre un ottimo momento per condividere tempo ed emozioni con le persone che amiamo.

    Se dunque state pensando ad un regalo unico, una delle cene al Workness Club del ciclo Con l’arte di mangia -un ciclo di eventi sinergici tra Cucina e Performance Art-, è un ottimo momento per viaggiare con la mente e il palato in compagnia di un artista memorabile.

    A cena con Mahmoud Saleh Mohammadi

    Ho avuto la fortuna e l’onore di partecipare al secondo episodio di quest’anno, dal titolo H 2 ♥, con l’artista di origine iraniana Mahmoud Saleh Mohammadi che per l’occasione ha pensato a un’esperienza sensoriale totale tesa alla relazione e alla scoperta dell’Altro. 

    Un momento speciale di cui avevo bisogno. L’universo conosce e ci dona ciò che è necessario e nemmeno questa cena è stata casuale! Un vero momento di raccoglimento interiore, un viaggio verso se stessi e i bisogni dell’altro. Un percorso culinario volto a scoprire e prendersi cura dell’altro attraverso piccoli gesti.

    Gli ospiti agiscono da protagonisti e prendono parte a un’azione conviviale in cui le istruzioni dell’artista, che negli ultimi dieci anni ha indagato la pratica dell’empatia come performer e designer, scandiscono l’alternarsi dei quattro “atti” della cena. 

    Con l’arte si mangia -come si è svolta la serata

    A partire da suggestioni molteplici che provengono dalle azioni musicali di John Cage, dalle tradizionali iconografie delle filosofie orientali e dalla contact improvisation mutuata dalla danza, l’artista dirige i commensali in una “co-azione” artistica che consiste nell’empatizzare con l’Altro attraverso un percorso di degustazione e di esplorazione dei linguaggi non verbali.

    La prima parte della serata si è svolta così, in una serie di “esercizi” volti alla consapevolezza dello spazio che ci circonda e della relazione con l’altro, imparando -anche solo per qualche minuto- a lasciarci andare e dare fiducia al prossimo.

    Dopo questo intenso momento, sentendosi contemporaneamente soli con il proprio io e parte del tutto, ci siamo seduti a tavola pronti a sperimentare il menù creato dallo chef Lillo Frigoli ispirato alle emozioni che Mohmoud desiderava rappresentare. Un’esperienza fisica e sensoriale che ci ha permesso di sperimentare e consumare l’arte.

    Dall’antipasto, consumato con lunghi cucchiai creati da Mahmoud con i suoi vecchi pennelli, concepiti per dare da mangiare all’altro, perché solo nutrendo l’altro -e dandogli fiducia- nutriremo noi stessi; al primo, mangiato tenendo le mani legate a quelle del proprio compagno di cena, per imparare a dare a ciascuno il proprio tempo e spazio; al secondo, consumato invece dallo stesso piatto, all’insegna del vero spirito di condivisione!

    Per i piatti “d’artista” del menù dal mood autunnale, concepito come un’ode agli ingredienti semplici, ai colori vibranti e ai sapori intensi, è proposta una selezione dei vini dell’azienda siciliana, partner della serata, Terre di Gratia.

    Con l’arte si mangia – conclusioni

    La cena è stata magica. A cominciare dal fatto che appena arrivati, abbiamo dovuto togliere le scarpe! Era proprio la serata giusta per me, sono stata molto felice di aver conosciuto un grande artista come Mahmoud e aver condiviso ciò che per lui è arte. È stato speciale e unico. Spero che anche voi decidiate di sperimentare queste serate, non ne rimarrete delusi!

    Se volete dunque fare (o farvi) un regalo speciale, pensate alla prossima cena! La prossima data per il 2020 è il 30 Gennaio con “Stupor Mundi”, una serata raccontata dall’artista Francesco De Grandi e lo chef Lillo Frigoli.

    Ph. Nicola Gnesi 

    Ph. Nicola Gnesi

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