Septwolves

Che fosse un brand molto conosciuto in oriente me ne sono reso conto appena arrivato sul posto. Il cocktail party che era stato organizzato ai chiostri di San Barnaba a Milano, come benvenuto per la sfilata di Septwolves, sembrava una festa tra connazionali in una delle tante residenze private a Changning, uno dei distretti residenziali di Shangai.
L’ufficio stampa della casa di moda aveva organizzato tutto nei minimi dettagli, e come da accordi mi trovavo seduto in prima fila, accanto a una signora dagli occhi color nocciola, in una posizione che mi avrebbe garantito una visione a dir poco perfetta.
La curiosità di scoprire la nuova collezione cominciava a crescere, e l’attesa anche; se l’anno precedente Septwolves era stato il primo brand menswear cinese ad aver potuto sfilare a Milano, un motivo ci doveva essere e io, quella sera volevo assolutamente scoprirlo.
Di certo sapevo che il marchio era nato in Cina nel 1990 diventando nel giro di pochi anni leader della moda maschile cinese. Con lo slogan “Men are multi-faceted” Septwolves aveva saputo esprimere negli anni la sua mission, esplorare nel profondo la cultura cinese integrando ad essa gli elementi più tipici della moda occidentale con l’intento di creare un mix tra le tradizioni della Cina, la moda contemporanea e la creatività. Il brand stava cominciando a fare proseliti anche in Italia e non solo tra gli uomini di nazionalità cinese.
I modelli con la loro statuaria bellezza cominciavano a sfilarmi davanti ,e più mi concentravo su quello che avevano indosso, più cominciava a delinearsi dentro di me il perché Septwolves aveva saputo vincere per ben 16 anni consecutivi il titolo di “King of jackets” tra tutti i marchi cinesi di abbigliamento uomo.
Capi dai colori vivi e brillanti, design studiati per adattarsi perfettamente alla fisicità dell’uomo, arricchiti da preziosi dettagli.
Quando ho capito che la sfilata era volta al termine, ho avuto la sensazione di non sentirmi completamente appagato, avevo cominciato a prenderci gusto nel notare l’infinita creatività che Septwolves aveva messo nelle sue creazioni, rendendo ogni capo così diverso e interessante dall’altro.
Senza rendermene conto mi sono ritrovato all’esterno, nel meraviglioso chiostro, condotto passivamente dal fiume di persone che, tutte insieme, ora si accalcavano al buffet desiderosi di esternare le proprie opinioni a caldo a chiunque capitasse a tiro tra un cocktail e un finger food.
Ho deciso che avrei fatto esattamente la stessa cosa, e sapevo anche con chi; la dama dagli occhi nocciola seduta sulla panchina vuota, si gustava soddisfatta le prime boccate di una sigaretta appena accesa, e di certo, qualcosa di lei avevo già avuto modo di scoprirlo. Ancora qualche istante, e mi sarei seduto al fianco di Veronique.

Dandy

 

“Post realizzato in collaborazione con BloggerItalia”

SEPTWOLVES

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