Il dandy di Baudelaire

Qualche giorno fa sono stato invitato a Palazzo Reale per visitare la mostra dedicata al Simbolismo e a Baudelaire.
Pur non essendomi mai interessato a questa corrente, ho deciso di vederla per due motivi: da un lato il mio amore per la pittura, dall’altro il legame con lo scrittore, padre della poesia moderna e precursore del decadentismo, messo in evidenza dai curatori della mostra attraverso una delle sue opere più conosciute al mondo: “I fiori del male”.
La natura è il filo conduttore che ritroviamo sia nel titolo dell’opera di Baudelaire che in quelle presenti nella mostra. Il talento dei vari artisti legati a questa corrente consiste nel dare a colui che guarda, la capacità di andare oltre quello che vede: si ha la possibilità di capire gli intenti degli autori attraverso la ricerca e la comprensione di simboli presenti all’interno dell’opere stesse.
Il simbolismo era il mezzo per raccontare in maniera abile e raffinata temi come l’amore, il bene, il male, la morte e il peccato. Gli stessi temi li ritroviamo tra un quadro e l’altro in alcuni estratti de “I fiori del male”, scritti considerati oltraggiosi che costarono condanne a Baudelaire e all’editore che li pubblicò.
Il mio desiderio di saperne di più su questo intellettuale francese mi ha portato a scoprire una cosa che mi ha fatto sorridere: a Baudelaire piaceva il Dandismo.
Attraverso il modo di vestire così provocatorio e irriverente, si aveva l’obbiettivo di creare un punto di rottura con il ceto borghese di quel tempo. Per Baudelaire Il dandy, oltre che un rivoluzionario, era anche un asceta del bello. Per l’autore la moda diventa un elemento di cui la bellezza non poteva fare a meno, ne è testimone uno dei suoi scritti dal titolo “Il bello, la moda e la felicità”.
Sono rimasto affascinato da ciò che ho scoperto grazie a questa mostra: la modernità di Baudelaire e la sua capacità di pensiero e di visione su temi, ancora oggi, considerati scottanti.

E voi, siete pronti a leggere “I fiori del male” ?

Dandy

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