Frantz

Nella foto una scena del film “Frantz”

Frantz

Mi piace molto il cinema e ci vado sempre volentieri almeno una volta a settimana. E ogni volta che mi siedo di fronte al grande schermo mi domando cosa il film mi lascerà alla fine.

Molti di essi finiscono nell’oblio, mentre i più meritevoli li porto eternamente nei miei pensieri.

“Frantz”,questo è il titolo del film, appartiene sicuramente a quest’ultimi.

La storia prende spunto da un testo teatrale “L’Homme que j’ai tué” scritto nel 1930 da Maurice Rostand, (figlio del più celebre Edmond autore del “Cyrano de Bergerac” opera conosciuta in tutto il mondo), e racconta un pezzo di vita di tre giovani ai tempi della grande guerra.

Da subito si apprezza la scelta di Francois Ozon, il regista, di girarlo in bianco e nero. Ciò consente in maniera semplice e spontanea di contestualizzare le scene in quel periodo storico, insieme ai meravigliosi abiti a fare da supporto.

Trovo anche molto azzeccata la scelta dei protagonisti, Paula Beer ha vinto il premio Mastroianni a Venezia e Pierre Niney,

pur avendolo visto per la prima volta l’ho trovato adorabile, complici sicuramente i suoi baffi!

La storia è declinata attraverso i molti stati d’animo dei protagonisti e dei loro sentimenti capaci di coinvolgere fino alla fine chi lo guarda, ma la cosa che secondo me è più riuscita è il messaggio di positività e di rinascita che viene fuori inaspettato alla fine del film.

La vera scommessa nella vita è avere sempre una visione positiva, anche in una situazione che ci sembra di totale abbandono e tristezza.

Vedere “Frantz” vuol dire ancora una volta avere conferma che ciò è possibile.

Essere capaci di vedere il bello nel dramma ci consente di vivere ogni istante della nostra esistenza,

e nella maniera più giusta apprezzare la realtà sempre così neutra con ognuno di noi.

Dandy E.

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